L'effetto serra è solo una parte del problema del riscaldamento climatico, perché l'uomo riscalda direttamente la superficie del pianeta immettendo grandi quantità di calore. Nel 2005 il consumo energetico dell'umanità è ammontato a 400 Esajoule, dello stesso ordine di grandezza di tutta l'energia solare assorbita dalla fotosintesi clorofilliana. E tutta l'energia si trasforma in calore per il secondo principio della termodinamica (pensiamo solo al motore dell'automobile!), alterando l'equilibrio termico della superficie planetaria e aumentando progressivamente le temperature. L'UOMO STA SCALDANDO DIRETTAMENTE LA SUPERFICIE PLANETARIA! Combustibili fossili, energia nucleare e anche l'energia da geotermia profonda forzata aggiungono calore all'atmosfera. Mentre non alterano molto l'equilibrio naturale le energie idrica, eolica, geotermica da sfruttamento di affioramenti energetici naturali, geotermica superficiale a sonde, da correnti marine e da maree, e soprattutto l'energia solare, disponibile in quantità infinita, che è prodotta intercettando la radiazione solare prima che riscaldi la superficie planetaria, e quindi senza modificare l'equilibrio termico naturale. Per combattere il riscaldamento climatico, oltre alla primaria ottimizzazione dei consumi energetici con l'eliminazione degli sprechi e l'efficientizzazione degli utilizzi, occorre attuare rapidamente le conversione alle forme di energia sopra indicate che non alterano l'equilibrio termico. Per fortuna, i provvedimenti per contenere l'effetto serra coincidono in gran parte con quelli per mantenere l'equilibrio termico della superficie del pianeta, a parte i diversi effetti dell'energia nucleare e di quella geotermica forzata.
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