Titolo: La quiete dopo la tempesta
Dall'editoriale 14 della rivista ESSENZIALMENTE ENERGIA
Sommario: Nel nostro Paese, ogni anno,oltre mille persone perdono la vita sul posto di lavoro. Una cifra impressionante e in continua ascesa che suscita sgomento e preoccupazione presso l'opinione pubblica e i
nostri governanti. Ma si tace sulle novanta vittime che ogni giorno
muoiono a causa della Malasanità, nell'ambito del Servizio Sanitario
Nazionale. Quando il nostro Governo aprirà gli occhi anche su questa
“strage silenziosa”?Passata è la tempesta, odo augelli far festa…
No! Non è di questa tempesta che sto parlando, ma di quanto è successo con le elezioni di aprile. Una calma surreale ha pervaso il Paese e tutte le parti politiche hanno preso coscienza (cosi sembra) che i cittadini desiderano e vogliono un cambiamento radicale. Basta con il cattivo governo degli sprechi, della corruzione, dei processi farsa, delle prepotenze, degli abusi, dei conflitti di interesse, delle morti bianche, degli stupri, degli omicidi per furto, della camorra, della ‘ndrangheta, della mafia, della “monnezza”…..(ma la lista nel nostro bel Paese è davvero così lunga?).
Cosa succederà ora? Una cosa è certa: la sinistra storica non è più rappresentata in Parlamento e questo, a mio avviso, non è un buon segno! Non è possibile che tutte le persone che votavano falce e martello si siano di colpo volatilizzate: ora chi rappresenterà tutta questa gente? Non penso sia sufficiente il rassicurante discorso di insediamento del neo Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, che così inizia: «Sono un uomo di parte, ma mi impegnerò per il rigoroso rispetto della parità dei diritti di tutti i parlamentari». D'accordo, ma visto che di parlamentari di sinistra non ve ne sono... Riguardo al lavoro prosegue poi dicendo (siamo in prossimità del 1° maggio, festa del lavoro): «Tutti i deputati e le deputate senza distinzione politica sentano l'imperativo morale di dare la massima importanza che il diritto al lavoro possa essere esercitato in condizioni di sicurezza. […] La perdurante tragedia delle morti bianche offende le nostre coscienze e non deve essere più considerata ineluttabile ma deve generare lo sforzo comune a tutte le istituzioni perché ad essa si ponga rapidamente fine».
Chi può non essere d'accordo su un simile obiettivo? Oltre mille morti l'anno sui posti di lavoro sono una tragedia che riguarda davvero tutti ed il clamore che viene suscitato attorno a questo problema, a partire dalla più alta carica dello Stato, è più che giustificato! Non mi sembra invece giustificato il silenzio o l'assenza di clamore per tutte le altre vittime del lavoro, cioè le novanta vittime che ogni giorno perdono la vita all'interno del Sistema Sanitario Nazionale, secondo una notizia ripresa il 17 settembre 2004 da “Il Corriere della Sera" on-line. Ad oggi questo numero sembra non essere diminuito, stando a quanto si apprende sempre dalla stessa fonte del 26 giugno 2007 (www.disinformazione.it): «Si rischia maggiormente la vita in una corsia d'ospedale che in un'autostrada affollata. Per ogni americano che muore a causa di un incidente stradale, ce ne sono almeno due che perdono la vita a causa di un errore medico. “Ma non c'è ragione per non pensare che sia così anche da noi, in Italia”. A dirlo è Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Bergamo, che a Milano ha partecipato a un convegno sul contenzioso tra medico e paziente, presieduto dall’ex ministro di Grazia e Giustizia, Clemente Mastella» (a novembre avrebbe emanato il D.L. 206).
L'articolo prosegue: «Solo in Italia, dove secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità il sistema sanitario è tra i migliori al mondo, ogni anno sono 15 mila i medici che affrontano cause di risarcimento avviate dai pazienti. Di questi, due terzi vengono assolti “per non aver commesso il fatto”, ma questo non toglie che, come ha ricordato Lorenzo Menicanti, cardiochirurgo del Policlinico San Donato (Milano), “otto chirurghi su dieci sono o sono stati indagati”».
Si badi bene che discutono sui gravi errori in ambito lavorativo medico solo perché vi sono 15mila denunce e ciò comporta un’elevata spesa ed un aggravio per il Sistema Giustizia. Ciò fa pensare che se i cittadini “subissero” senza “denunciare” nessuno si preoccuperebbe per quanto avviene.
Ho ripreso questo argomento dopo due anni e sei mesi dalla prima pubblicazione di ESSENZIALMENTE ENERGIA (vedi n°1 del 2006), semplicemente perché ritengo assurdo che la morte di un cittadino venga trattata in modo diverso a seconda delle circostanze con cui avviene! L'attenzione deve essere posta in tutti i settori, non soltanto in quello lavorativo privato dove, se si guardano solo i numeri, tutte le professioni messe insieme procurano un decimo circa delle morti imputate alla sola professione medica!
Il nuovo Governo ha l'obbligo morale di perseguire la strada indicata dall'OMS sull'incancrenito tema del diritto di scelta terapeutica. Sì, perché nel mattatoio italiano, il migliore fra i mattatoi mondiali, purtroppo siamo obbligati ad andarvi, come siamo obbligati a recarci negli insicuri posti di lavoro.
Nel corso della campagna elettorale, né il PD né il PDL hanno menzionato questo tema e allora mi chiedo: veramente all'interno del D.L. 206 del 9 novembre 2007 che da attuazione della direttiva 2005/36/CE e accenna all’apertura di tavoli di trattativa anche con le professioni non riconosciute, fra le quali le "Medicine Naturali", vi sarà la possibilità di riconoscere i seri professionisti delle DBN come raccomandato dall'OMS?
Ecco cosa raccomanda l'Organizzazione Momdiale della Sanità:
"Gli operatori della salute non medici devono essere considerati una risorsa sostenibile e di valore per tutti i Paesi del mondo e l'utilizzo di questi operatori nel sistema primario della cura, in stretta collaborazione con gli operatori della medicina convenzionale, contribuisce ad ottenere sistemi di salute più pratici, efficaci, e culturalmente accettabili. Beneficiare del meglio della medicina non convenzionale e di quella convenzionale e di una collaborazione efficiente e fattiva tra i due campi, è un diritto irrinunciabile del cittadino e della comunità".
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