La mente, il corpo, le emozioni, le sensazioni fisiche,il modo in cui l’organismo incontra l’esperienza ed il vissuto emotivo plasma non solo la mente ma anche il tessuto e la struttura corporea.
Il nostro organismo si trova spesso a dover gestire messaggi contrastanti provenienti dal corpo e dalla mente: l’inconciliabilità di tali entità, dovuta alla nostra cultura, è spesso origine e causa di numerosi conflitti interni che talvolta danno origine a sintomi somatici altre volte a disagi o disturbi psichici, emotivi o comportamentali.
La Bioenergetica è un approccio psicoterapeutico che, partendo dall’analisi del corpo, delle tensioni e blocchi energetici strutturati nel soma di una persona, risale alle emozione ed ai sentimenti che sono contenuti ed intrappolati nel corpo stesso. La produzione di energia attraverso la respirazione, il metabolismo e la scarica dell’energia stessa attraverso il movimento sono le funzioni basilari della vita. La teoria e la pratica Bioenergetica trovano le proprie origini nel pensiero di Wilheim Reich. L’Analisi Bioenergetica venne poi concepita e sviluppata verso la fine degli anni cinquanta da due allievi di Reich: Alexander Lowen e John Pierrakos.
Alexander Lowen osservando in terapia gli schemi di movimento dei propri pazienti comprende come essi organizzano la loro esistenza. Gli schemi evolutivi di movimento, che ogni bambino attraversa durante il suo sviluppo, riflettono l’unicità della sua relazione con il caregiver, in altri termini “gli schemi non sono del bambino, e nemmeno dell’ambiente, bensì del campo di relazione” “un’osservazione ravvicinata dei movimenti dei bambini ci offre un terreno critico per comprendere gli adulti che diventeranno” e, simmetricamente, l’osservazione degli adulti nella loro postura e nei movimenti permette di individuare specifiche esperienze corporee da proporre al paziente allo scopo di aprire una finestra di consapevolezza ad uno sfondo inesplorato.
Fattori di stress psicologico sono in grado di aumentare i livelli di cortisone dell’organismo in quanto le funzioni di allarme stimolano le ghiandole surrenali. Il giusto equilibrio dell’asse Ipofisi-Surrene ha un ruolo importante nella regolazione delle secrezioni ormonali. Il cortisone ha un effetto esattamente opposto alla somatotropina (ormone della crescita) sul tessuto connettivo: esso tende a ridurre la quantità e le dimensioni dei fibroblasti, principali produttori di tessuto connettivo. Anche in questo caso appare evidente come lo stress fisico e psicologico sia in grado di plasmare e influenzare la funzionalità endocrina, fisica e strutturale del nostro organismo.
Ad esempio un soggetto dall’umore depresso tenderà a proteggere la parte anteriore del proprio busto curvando la schiena e chiudendo le spalle in avanti ed in basso, egli tenderà inoltre a diminuire le proprie interazioni sociali, a ridurre e rallentare i propri movimenti e a reclinare il capo in avanti isolandosi sensorilamente e arrendendosi alla vita.
- Lowen (1979) “è quasi impossibile a una persona depressa emergere dalla sua depressione con l’ausilio di pensieri ottimisti. Questo perchè il suo livello di energia è depresso”.
Accanto ad un lavoro di psicoterapia verbale, un semplice lavoro di riposizionamento posturale e di stimolazione al movimento permetterà al soggetto di fare una nuova esperienza: incoraggiandolo a guardare il mondo verticalmente egli diminuirà il proprio isolamento, aprendo il torace e sostenendo le spalle incontrerà uno stato d’animo di apertura, tonificando la zona dorsale che sta tra le scapole potrà sentire la sua energia e permettersi di aggredire in modo sano la vita, muovendosi e facendo dell’attività fisica potrà rivitalizzare tutto il corpo e trovare nuova energia fisica e mentale.
Al contrario un soggetto fortemente teso, stressato, che aggredisce la vita con modalità energica, che blocca il proprio respiro per non contattare le emozioni, che non si concede pause ed e poco consapevole dei propri bisogni, avrà probabilmente una postura sostenuta, il torace aperto e gonfio, le spalle tese ed alzate, le scapole ed i dorsali contratti e chiusi.
Anche in questo caso, accanto ad un’eventuale psicoterapia (nel caso in cui l’atteggiamento sfociasse in sintomi quali ansia, attacchi di panico, disturbi somatoformi o altro), un approccio psicosomatico potrebbe essere utile per far sperimentare al soggetto una postura ed uno stato di rilassamento che gioverebbe al suo corpo ed alla sua mente permettendogli di contattare ed elaborare emozioni (a volte molto antiche, altre volte attuali) di paura, rabbia, umiliazione.
La corazza muscolare e posturale serve sovente a reagire in modo creativo ad emozioni insostenibili. Ecco che il sintomo, assieme all’atteggiamento posturale, possono essere letti come il miglior adattamento creativo possibile ad una data realtà con un profondo universo di senso e non come un nemico da abbattere.
Lowen (1979): “Il tempo e l’energia che investite nel vostro corpo è il migliore investimento che possiate fare. Rende in salute, in piacere. E salute e piacere valgono più del denaro o potere. State in realtà investendo in voi stessi perché voi siete il vostro corpo, o se volete, il vostro corpo è voi”.
Non esiste un modo giusto di stare al mondo come non esistono una postura o un atteggiamento fisico e mentale ideale. Ciò che può rendere migliore la nostra esistenza è la consapevolezza dei nostri movimenti, ritmi, e delle nostre funzioni psicosomatiche così come la consapevolezza delle nostre emozioni, sensazioni e dei processi mentali.
Questo ci permette di poter sentire che possiamo scegliere, che non siamo prigionieri di schemi, sintomi o atteggiamenti cristallizzati e divenuti ormai abituali. Poter scegliere ci rende liberi e aperti nell’incontrare l’esperienza e la novità.
Esercizio dell’Arco
La vibrazione riduce la tensione nelle gambe e dà al soggetto un senso di vitalità nella parte inferiore del corpo,facilita ed ha come obbiettivo lo sfogo dei sentimenti,che spesso fa affiorare alla coscienza importanti ricordi del passato
I piedi sono a una distanza di circa 50 cm, con le punte leggermente rivolte all’interno
La posizione che vengono ad assumere le cosce aiuta a ridurre la tensione nelle natiche
Le ginocchia sono flesse
Il peso del corpo sulla parte anteriore dei piedi,il corpo leggermente piegato all’indietro
La posizione risulta più facile se si tengono le mani strette a pugno sulle reni.
La pelvi non deve essere spinta in avanti ma arretrata con naturalezza
Se viene tenuta o spinta in avanti la linea dell’arco si spezza,interrompendo il flusso dell’emozioni diretto verso la parte inferiore del corpo
Il ventre non è contratto
In modo da consentire la respirazione addominale,se il respiro è profondo e naturale ci si sentirà ben collegati ai piedi e al suolo
Se il corpo è ben rilassato le gambe e anche la pelvi possono vibrare spontaneamente
La posizione deve essere mantenuta per almeno un minuto
Esercizio inverso dell’arco
Lo si può eseguire subito dopo l’esercizio dell’arco o indipendentemente
Ci si piega fino a toccare il suolo con le dita
I piedi divaricati 30 cm e leggermente rivolti all’interno
Le ginocchia sono appena piegate
quanto basta perché le punte delle dita arrivino a sfiorare il suolo
Il peso rimane sulla parte anteriore dei piedi
La chiave dell’esercizio consiste di nuovo nella respirazione ,
senza una respirazione piena e libera si sviluppano ben poche sensazioni
Se i tendini delle ginocchia sono poco elastici raddrizzando leggermente le ginocchia si favorisce il flusso delle sensazioni nelle gambe e si può ottenere una vibrazione spontanea che a volte si estende anche alla pelvi
Tenere la posizione più di un minuto
Talvolta si può ottenere un formicolio ai piedi, ciò accade se il soggetto è iperossigenato
In questo caso basta respirare meno profondamente
Esercizi per mettersi in contatto con il proprio corpo
Per recuperare i sentimenti soppressi
Per riacquistare l’umanità perduta
Si espande la consapevolezza,si si accresce la capacità di autoespressione,si raggiunge la padronanza di sé che è capacità di contenere e sopportare dei forti sentimenti
Occorre ridurre le tensioni muscolari e le rigidità che impediscono ai sentimenti e alle sensazioni di esprimersi.
La voce è uno dei principali canali dell’espressione del sé
Reprimendo l’emissione del suono si restringe la gola e si riduce di conseguenza la respirazione .
La respirazione superficiale a sua volta limita la produzione vocale.
Esercizio sul suono
Paziente sdraiato respira in modo rilassato e profondo.
Dopo un certo numero di respiri deve emettere un suono mantenerlo il più a lungo possibile
All’inizio il suono è ben controllato e non ha qualità emotive ,ma prolungandosi raggiunge un punto di rottura in cui si può facilmente trasformare in pianto.
Spasticità dei muscoli scaleni
Produrre una leggera pressione con l’estremità delle dita sui muscoli contratti mentre il paziente emette un suono alto e intenso
Fare in modo che il soggetto sfoghi la rabbia colpendo il terreno con i pugni chiusi
Si dà via libera alla tristezza e al pianto
Steso/a sul prato scalciare dicendo no o perché
Alzare la voce fino a far uscire un urlo

Addome contratto pelvi rigida che non permette movimenti spontanei
Toccare l’addome e fare respirare profondamente in maniera che i movimenti respiratori interessino anche la pelvi per poter esprimere tristezza e sessualità
Mascelle serrate
Ostacolando l’impulso di mordere,gli impulsi di succhiare si sopprime il desiderio di intimità e contatto
Gola contratta
Blocca un sentimento,impedisce i singhiozzi profondi e reprime la tristezza
Influenza il timbro di voce rendendolo spento
Spalle irrigidite
Riducono l’intensità di una reazione d’ira
Rigidità generalizzata del corpo
Corpo intorpidito,limitata la respirazione e la motilità
Tensioni croniche alla base del cranio nei muscoli che congiungono la testa al collo
Area collegata ai centri visivi del cervello che influenzano la percezione visiva
Si aiuta a visualizzare uno sguardo di collera o di follia colto negli occhi dei geniori premendo con le dita questi muscoli ,la cui tensione sembra bloccare il passaggio del flusso di eccitazione dal corpo alla testa che rimane così esclusa dalle sensazioni e dai sentimenti corporei
Si chiede di protendere le mani per toccare,per chiamare la madre o per chiedere aiuto e protendere le labbra in avanti per baciare e succhiare
Posizione eretta
Per aiutare a sentire il corpo dalla testa ai piedi
Piedi paralleli a una distanza di circa 15 cm
Le ginocchia leggermente piegate
Il peso del corpo sulla parte anteriore dei piedi
L’addome in fuori e la pelvi leggermente arretrata
Respirare profondamente con le spalle rilassate di percepirà il corpo dalla testa ai piedi
Devi essere membro di La Leva di Archimede per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network