Nicolo' Bellia dice che il denaro si sta avviando verso un'esistenza del tutto virtuale, cioè che in futuro avremo solo denaro elettronico, non più banconote e monete. Almeno questo è quello che si augura l'associazione bancaria italiana.
Questo sviluppo aprirebbe la strada, sempre secondo il Bellia, allo spostamento delle tasse dai redditi e dagli oggetti dei tanti balzelli che oggi portano denaro nelle casse dello stato, alla tassazione diretta della massa monetaria, gestita da un semplice programma elettronico. Immaginate: niente più erario, concessioni per la riscossione delle tasse e ispezioni della Finanza.
La
fiscalità monetaria aprirebbe la strada alla distribuzione di un
reddito di cittadinanza universale (che peccato che sono tedesco di nascita e di cittadinanza) riservato ai soli cittadini italiani. Bellia scrive che:
"Lo spostamento del prelievo fiscale, dal Settore Economico alla Massa Monetaria è il solo rimedio capace di eliminare l’inflazione e il signoraggio; consentire, con beneficio di tutti, l’avvio di uno sviluppo economico adeguato all’attuale progredita civiltà industriale, con un iniziale forte recupero di valore monetario, per l’abbassamento dei costi della produzione defiscalizzata."
Sono d'accordo che verrebbe eliminata l'inflazione e la cattiva abitudine di chiedere per i prestiti di denaro il pagamento degli interessi. (Tempi duri per i cravattari.)
Però sono meno convinto che verrebbe eliminato automaticamente anche il signoraggio, a meno che non venga disposto un divieto assoluto per le banche di creare e dare in prestito denaro che loro non abbiano raccolto per intero prima di concederlo ai clienti.
L'idea del reddito di cittadinanza mi piace.
Forse l'idea del denaro solo virtuale è più difficile da digerire, ma se è il prezzo da pagare per una finanza a misura d'uomo...
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Allegato una copia del messaggio di Nicolo' Bellia:
Denaro_Immateriale.doc
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